AVIS SANNICANDRO GARGANICO

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

ASSOCIAZIONE DONATORI SANGUE



    nella nostra AVIS

Cerca la Sede Avis a te più vicina.
Cerca le sedi Avis in provincia di:


Cerca le sedi Avis nella città di:

I nostri trentacinque anni di attività associativa
CHI SIAMO?
ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE
Sezione Comunale
Galleria Vincenzo Verrino, 2
71015 - SAN NICANDRO G.co
Tel. 0882/474049 - Fax 0882/211487 e Cellulare 3287056153
Codice Fiscale e Partita I.V.A. 93001600712
e-mail : avissannicandrogarg@libero.it

Ente riconosciuto con Legge n.40 del 20/02/1950
Iscritta nel Registro Regionale Generale del Volontariato al n° 930.
Con atto dirigenziale n° 614 del 30.06.2008.

Statuto dell’AVIS i primi 2 articoli:
ART. 1 - COSTITUZIONE - DENOMINAZIONE
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE VOLONTARI ITALIANI DEL  SANGUE ….è costituita da coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue…..

ART. 2 - SCOPI SOCIALI
c.1 L’AVIS è un’associazione di volontariato, apartitica,  aconfessionale, non lucrativa, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica.
c.2 L’AVIS – che garantisce l’unitarietà di tutte le Associazioni territoriali che ad essa  aderiscono – ha lo scopo di promuovere la donazione di sangue - intero o di emocomponenti - volontaria, periodica, associata, non remunerata, anonima e consapevole, intesa come valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e di  civismo, che configura il donatore quale promotore di un primario servizio socio-sanitario ed operatore della salute, anche al fine di diffondere nella comunità nazionale ed internazionale i valori della solidarietà, della gratuità, della partecipazione  sociale e civile e della tutela del diritto alla salute.
c.3 Essa pertanto, in armonia con i propri fini istituzionali e con quelli del Servizio Sanitario Nazionale, si propone di:
a) Sostenere i bisogni di salute dei cittadini favorendo il  raggiungimento dell’autosufficienza di sangue e dei suoi derivati a livello nazionale, dei massimi livelli di sicurezza trasfusionale possibili e la promozione per il buon utilizzo del sangue;
b) Tutelare il diritto alla salute dei donatori  e di coloro che hanno necessità di essere sottoposti a terapia trasfusionale;
c) Promuovere l’informazione e l’educazione sanitaria dei cittadini;
d) Promuovere un’adeguata diffusione delle proprie associate su tutto  il territorio nazionale, con particolare riferimento alle aree carenti e delle attività associative e sanitarie ad esse riconosciute, come la raccolta del sangue e degli emocomponenti;
e) Favorire lo sviluppo della donazione volontaria, periodica,  associata, non renumerata, anonima e consapevole a livello comunitario ed internazionale;
f) Promuovere lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo;
g) Promuovere e partecipare a programmi di cooperazione internazionale.

Perchè donare il sangue:




CHI PUO' DONARE?

Condizioni di base per il donatore:

Età : compresa tra 18 anni e i 60 anni (per candidarsi a diventare donatori di  sangue intero) , 65 anni (età massima per proseguire l'attività di donazione per i donatori periodici), con deroghe a giudizio del medico.
Peso : Più di 50 Kg.

Pulsazioni : comprese tra 50-100 battiti/min (anche con frequenza inferiore  per chi pratica attività sportive) Pressione arteriosa: tra 110 e 180 mm di mercurio (Sistolica o MASSIMA) tra 60 e 100 mm di mercurio (Diastolica o MINIMA).

Stato di salute :
Buono.
Stile di vita : Nessun comportamento a rischio Auto esclusione:  E' doveroso autoescludersi per chi abbia nella storia personale: assunzione di droghe alcolismo rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive (es. occasionali, promiscui, ...) epatite o ittero malattie veneree positività per  il test della sifilide (TPHA o VDRL) positività per il test AIDS (anti-HIV 1) positività per il test dell'epatite B (HBsAg) positività per il test dell'epatite C (anti-HCV) rapporti sessuali con persone nelle condizioni incluse nell'elenco L'intervallo  minimo tra una donazione di sangue intero e l'altra è di 90 giorni.
La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 volte l'anno per gli uomini e 2 volte l'anno per le donne.
Le donazioni di donatori periodici, volontari,  anonimi, non retribuiti e consapevoli... rappresentano una garanzia per la salute di chi riceve e di chi dona.


Come donare.
Chi intende diventare donatore di sangue può recarsi presso una sede o un centro di raccolta Avis o un Servizio trasfusionale dell'ospedale della propria città.
Colloquio con il medico Il colloquio aiuterà a stabilire  l'idoneità e ad individuare quale tipo di donazione è più indicata: sangue intero o aferesi.
Dopo la visita medica verrà effettuato il prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l'idoneità  al dono.
Accertata l'idoneità il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione Valutazione clinica e firma del modulo di accettazione e consenso alla donazione Ad ogni donazione il medico per prima cosa effettuerà una valutazione  clinica del donatore (battito cardiaco, pressione arteriosa, emoglobina), quindi l'intervista per l'accertamento di eventuali situazioni che rendano la donazione controindicata tanto per la sicurezza del donatore che per quella del ricevente (tra cui  i comportamenti a rischio intercorsi dall'ultima donazione) e richiederà al donatore la firma del consenso alla donazione.
Il mattino del prelievo è preferibile essere a digiuno o aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute,  thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati semplici. Le donne che hanno in corso la terapia anticoncezionale non devono sospenderne l'assunzione quotidiana.
Il prelievo Il prelievo di sangue intero è assolutamente  innocuo per il donatore e ha una durata di circa 5-8 minuti. Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a
450 centimetri cubici +/- 10%.
Dopo il prelievo viene offerto un ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare  il comfort post donazione.
Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per legge una giornata di riposo retribuita. Esami obbligatori ad ogni donazione e controlli periodici ad ogni donazione il donatore e il sangue prelevato vengono sottoposti ai  seguenti esami: • esame emocromocitometrico completo • transaminasi ALT con metodo ottimizzato
• sierodiagnosi per la Lue
• HIVAb 1-2 (per l'AIDS)
• HBsAg (per l'epatite B )
• HCVAb e costituenti  virali (per l'epatite C)
• Conferma del gruppo sanguigno (AB0) e del fattore Rh
• Alla prima donazione vengono determinati: ABO, Fenotipo RH completo, Kell Ricerca anticorpi irregolari Anti-eritrociti.

L'intervallo di tempo  tra una donazione e l'altra: minimo tra una donazione di sangue intero e l'altra è di 90 giorni, di norma, quindi, gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l'anno, mentre le donne 2 volte l'anno.
Le donne non possono donare sangue durante  le mestruazioni o la gravidanza, e per un anno dopo il parto.


I tipi di donazione.
Alcuni tipi di donazione:
Sangue intero - Plasma (plasmaferesi) - Piastrine (piastrinoaferesi) - Donazione multipla  di emocomponenti - Autotrasfusione Donazione di sangue intero.
Il prelievo di sangue intero è assolutamente innocuo per il donatore e ha una durata di circa 5-8 minuti. Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a  450 centimetri cubici +/- il 10%.
Plasmaferesi: donazione di plasma nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del "portar via"), attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la  componente ematica di cui si ha necessità: plasma (plasmaferesi) o piastrine (piastrinoaferesi), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. Soltanto una parte del fabbisogno annuo di albumina e fattore VIII e degli altri plasmaderivati  viene prodotta in Italia; la restante parte deve essere importata comportando una spesa notevole e un potenziale maggior rischio di malattie trasmissibili. Come si dona il plasma La plasmaferesi si esegue con apparecchiature che prelevano il sangue e  ne separano le componenti, restituendo le cellule al donatore in un processo continuo, attraverso un unico accesso venoso. Questa donazione ha una durata variabile da 35 minuti a 50 minuti circa, si effettua preferibilmente su appuntamento e poiché  sono necessarie apparecchiature specifiche (separatori cellulari) si effettua presso strutture trasfusionali abilitate. I requisiti per la donazione del plasma sono simili a quelli per la donazione del sangue intero. L'intervallo tra una donazione e l'altra  di solo plasma, può essere anche di solo 14 giorni poiché il plasma si rigenera molto rapidamente) senza alcuna conseguenza o ripercussione negativa.
Cos'è il plasma.

Il plasma rappresenta la componente liquida del sangue, grazie alla quale le  cellule sanguigne possono circolare. Il plasma è costituito prevalentemente da acqua (oltre il 90%), nella quale sono disciolte e veicolate molte sostanze quali proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni, vitamine, anticorpi e fattori della  coagulazione. Alcune delle sostanze ottenute dal plasma e loro funzionalità principali • Albumina Trasporta diverse componenti del sangue e sostanze nutritive. E' una proteina utilizzata nel trattamento di alcune malattie del fegato e dei reni  (cirrosi, nefrosi, ecc.) per la cura di stati patologici gravi come lo shock da ustioni, da trauma, ecc. • Immunoglobuline Sono sostanze protettive o anticorpi che si sviluppano normalmente a contatto con diversi agenti estranei all'organismo,  o dopo vaccinazioni. Il loro uso in forma concentrata protegge le persone che non hanno anticorpi specifici per una determinata malattia. Costituiscono un aiuto prezioso nel caso di persone la cui resistenza alla infezioni sia diminuita o in alcune patologie  immunologiche. • Fattori della coagulazione (VIII e IX) Sono fondamentali per i pazienti affetti da emofilia A e B che hanno una forte carenza nel sangue di fattore VIII o IX. Negli ultimi anni l'uso di questi preparati altamente purificati e assai  efficaci ha permesso una vita quasi normale a chi soffre di emofilia.

Piastrinoaferesi: donazione di piastrine La piastrinoaferesi consiste nel prelievo delle sole piastrine. Oltre ai requisiti necessari alla donazione di sangue intero, il donatore  di piastrine dovrà avere un normale assetto emocoagulativo. Può essere effettuata con metodica di centrifugazione mediante alcuni cicli durante i quali l’apparecchiatura utilizzata separa la parte corpuscolata del sangue dal plasma; quest  ?ultimo viene raccolto in una sacca satellite in attesa di essere restituito al donatore. Dalla parte corpuscolata vengono estratte automaticamente a circuito chiuso, senza possibilità di contaminazione, le piastrine che si
raccolgono in una apposita  sacca. Il ciclo si conclude con la reinfusione al donatore del plasma, dei globuli rossi e dei globuli bianchi. A questo punto inizia il nuovo ciclo, fino al raggiungimento della quota desiderata di piastrine. Non si possono eseguire di norma più di  6 piastrinoaferesi l’anno; l’intervallo minimo consentito tra due piastrinoaferesi e tra una piastrinoaferesi e una donazione di sangue intero è di quattordici giorni, mentre tra una donazione di sangue intero e una piastrinoaferesi è  di un mese. Tutto il procedimento dura circa un’ora e mezza. Le piastrine raccolte verranno utilizzate entro 5 giorni dal prelievo per la terapia di alcune gravi malattie come per esempio le leucemie, per i pazienti oncologici in chemioterapia  e come supporto fondamentale nei trapianti di midollo osseo.
Donazione multipla di emocomponenti grazie all’impiego di separatori cellulari è oggi possibile effettuare anche donazioni multiple di emocomponenti come ad esempio una eritroplasmaferesi  (donazione di plasma e globuli rossi), una eritropiastrinoaferesi (donazione di globuli rossi e piastrine), una donazione di piastrine raccolta in due sacche, una plasmapiastrinoaferesi (donazione di plasma e piastrine) Autotrasfusione
L’autotrasfusione  è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue e si realizza con una delle seguenti modalità: • predeposito • recupero perioperatorio • emodiluizione normovolemica Il metodo  più utilizzato è il predeposito, una tecnica trasfusionale con la quale si preleva il sangue dal donatore che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di sangue che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati.  Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate unità di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento  operatorio e/o successivamente allo stesso. Il sangue prelevato viene conservato secondo i metodi tradizionali e quindi trasfuso, in caso di necessità. I principali vantaggi dell’autotrasfusione sono: • eliminazione delle reazioni di  incompatibilità • eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive • riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza • risparmio di sangue Il paziente deve essere  informato che le unità predepositate vengono conservate fino a scadenza della componente eritrocitaria e che sono disponibili solo per le sue necessità trasfusionali. La scadenza dell’unità di predeposito, le relative modalità di conservazione  e di trasporto sono analoghe a quelle per le unità di sangue omologhe.




La stizza di cuntinua ... fa lu foss!!!

Torna ai contenuti | Torna al menu